RICORDO DI FILIPPO IOVIENO
La vita è fatta così: si va a scuola insieme, ci si frequenta, accomunati dagli stessi interessi, poi ci si perde di vista. E’ capitato anche a me, che di Filippo Iovieno sono stato compagno nell’adolescenza e nella prima giovinezza, quando entrambi ci lasciammo prendere dalla frenesia di fare… i giornalisti. Sempre amici, seppure divisi da una certa gelosia… di mestiere e dalle diverse simpatie politiche. Ricordo i
suoi “pezzi” sul Roma, lucidi, brillanti, anche quando erano polemici nei confronti dell’amministrazione comunale di Amalfi, che io invece difendevo. Filippo poi ebbe una grande chance: fu chiamato a dirigere la redazione salernitana del quotidiano di Achille Lauro e anche in questo compito delicato se la cavò bene. Pubblicava ogni settimana un paginone con la descrizione di un viaggio (immaginato), scegliendo i luoghi più suggestivi del pianeta.
Scrisse dei racconti, raccolti in un volumetto, che mi regalò con una affettuosa dedica.
All’improvviso, e non ho mai saputo perché, abbandonò l’attività pubblicistica, si allontanò da Amalfi (credo che si sia stabilito comunque nell’hinterland salernitano) e non l’ho più incontrato.
La notizia della sua scomparsa, appresa per caso nel pomeriggio di oggi (mi è stato detto che le esequie si sono svolte domenica scorsa ad Amalfi) mi riempie di tristezza. Peccato che non abbia avuto più l'occasione di rivederlo. Chissà quante storie e quanti avvenimenti avremmo rievocato insieme. Come quella famosa serata a pesca con Achille Campanile, della quale recentemente ho trattato in questo stesso blog (categoria: personaggi).
Sigismondo







si verificarono, che all’epoca non era maturata una sensibilità collettiva (e men che mai dei pubblici amministratori: mi verrebbe da aggiungere che la situazione non è cambiata poi tanto) nei confronti dei beni paesaggistici, ambientali, artistici, storici, archeologici, ed esisteva ad Amalfi, come in altri comuni della costa, l’incubo delle alluvioni – noi le chiamavamo “sciumàre” – fattosi drammatico dopo quella dell’ottobre 1954. Ne pagò le conseguenze la “distruzione” della Valle dei Mulini, causata dalle opere di sistemazione del torrente “Canneto”, ma sollecitata altresì da quei pochi cartari superstiti, che spingevano per la costruzione della strada rotabile, individuando negli alti costi del trasporto (a spalla o a dorso d’asino) la crisi delle loro attività. Che
comunque, a parte l’eccezione della cartiera Amatruda, si sono comunque estinte.
E' l'ingegner Antonio Gambardella, attuale responsabile della Direzione Centrale per le Risorse Logistiche e Strumentali. Con questa nomina Gambardella assume le funzioni, oltre che di Capo del Corpo, anche di Vice Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile del Ministero dell'Interno. L’incarico avrà decorrenza dal 3 marzo 2008. Nato a Conca dei Marini (SA) il 9 marzo 1946, l’ing. Gambardella è entrato in carriera nel novembre del 1971 per essere assegnato, dopo il corso di formazione, al Comando Provinciale dei vigili del fuoco di Milano. Trasferito a Roma nel 1975, assume poi la titolarità del Comando provinciale dei vigili del fuoco di Isernia. Nuovamente a Roma, dirige l’Ispettorato per le sedi di servizio ed infrastrutture e successivamente l’Ispettorato Formazione Professionale. Consigliere Ministeriale Aggiunto nel 2001, assume l’incarico di Dirigente dell’ufficio dell’Ispettore Generale Capo nel 2002 e di Direttore regionale dei vigili del fuoco della Campania l'anno successivo. Dal 2005 è Direttore Centrale per le Risorse Logistiche e Strumentali.»