BUONA PASQUA
Nella festa che celebra il trionfo di
Cristo sulla morte, auguri vivissimi di buona Pasqua. Che la pace del Signore sia sempre con noi. E’ una pace che dà coraggio, guarisce, restituisce
BUONA PASQUA
Nella festa che celebra il trionfo di
Cristo sulla morte, auguri vivissimi di buona Pasqua. Che la pace del Signore sia sempre con noi. E’ una pace che dà coraggio, guarisce, restituisce
IL TERREMOTO DI QUESTA NOTTE IN ABRUZZO
E' dall'alba, da quando ho acceso la Tv, che scorrono nella mia mente, insieme con le immagini del piccolo schermo - che documentano, com'è doveroso, la tragedia consumatasi nella provincia dell'Aquila -, i lunghi momenti di terrore (non momenti, furono giorni) legati al terremoto del 23 novembre 1980, che infierì sulla Basilicata e la Campania seppellendo intere famiglie. A Maiori avemmo paura, ma ne uscimmo indenni. Le nostre case, fortunatamente, resistettero all'onda sismica.
Negli occhi mi tornano pure certi paesi del Sannio che visitai (ero con l'on. Amodio) dopo il terremoto del 22 agosto 1962.
Penso ai poveri morti di questa notte, alla gente d'Abruzzo, così duramente colpita, e il cuore mi si gonfia di tristezza.
Sto seguendo Porta a Porta su Rai1. Bruno Vespa può piacere o non piacere, può apparire simpatico o antipatico. Nessuno, però, può disconoscere che è un grande giornalista. Il servizio realizzato volando in elicottero sull'Aquila e le aree circostanti vale più di tutte le parole e le immagini che hanno occupato per l'intera giornata la Tv.
Quanto alla polemica (alimentata, credo, dai media più che dagli interessati) tra Giampaolo Giuliani, ricercatore ai laboratori del Gran Sasso dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, e gli scienziati dell'Istituto nazionale di geofisica, non spetta a me stabilire chi abbia ragione. Ricordo solo di aver intervistato, anni fa, il professore Tauron Tazieff (1914-1998), famoso geologo e vulcanologo. Mi dichiarò che due scienziati greci, già allora, avevano messo a punto un sistema in grado di prevedere i terremoti. Anche Tazieff non era ben visto dal mondo accademico. "Il fatto è - mi disse - che io, a differenza di altri, non me ne sto in cattedra o dietro una scrivania, ma mi calo nella realtà: i terremoti, come i vulcani, li vado a studiare dal di dentro".